“Ti prego, amami. “                  

 

                      

 

Prologo

“Perché ti sto usando e questo mi fa male”

”Mi dispiace… William”

Il passo sicuro e il cuore stretto, chiuso in una morsa senza ossigeno, aria respiro.

Ora, in quel momento avrebbe dovuto voltarsi…. o ora o mai più.

Cercò di immaginare il viso del vampiro biondo, sofferente, sprofondato in quell’inesorabile dolore…. si, dolore. Alla fine al suo dolore credeva.

Già lo immaginava qualche attimo dopo a maledire l’intero universo e a distruggere tutto ciò che gli fosse stato attorno. Avrebbe sofferto, ne era certa, le dispiaceva ma…. infondo come si era potuto illudere che sarebbe stato qualcos’altro oltre a quelle ore di sesso, di semplice sesso.

”Tu sei come me”

Rabbrividì al pensiero che quell’essere senz’anima l’avesse paragonata a sé. E’ vero, da quando era tornata non era più la stessa, ma chi risuscitando lo sarebbe stata! Aveva fatto un errore, un errore grave, ma l’importante era porvi rimedio.

Il sesso con lui così selvaggio e senz’amore, almeno da parte sua, l’aveva fatta sentire viva e allo stesso tempo libera. Tutto qui! Lui, quel suo corpo freddo, lo stava usando, lo stava usando atrocemente e nonostante tutto Spike non lo meritava. Si, gli stava facendo un favore.

Un giorno quando la smania dell’amore per la cacciatrice gli sarebbe passata l’avrebbe ringraziata. E poi…. doveva riprendere in mano la sua vita! Era stata fortunata a non essere scoperta dai suoi amici. Se solo avessero saputo. Se solo avessero visto con quanta forza e leggerezza si lasciva trasportare in quell’abisso di erotismo del vampiro ossigenato. L’immagine di loro due avvinghiati sul pavimento freddo e umido la fece rabbrividire di piacere e aumentò il passo rendendosi conto ancora di più, di quanto quell’essere senz’anima fosse dannoso per la sua vita.

Lui con quegli occhi di ghiaccio che scavavano dentro, che sembravano penetrarti nell’anima, con quel corpo così forte e freddo, con quelle mani così esperte.

Trasalì di nuovo rendendosi conto di essersi bloccata al centro del cimitero con addosso una gran voglia di correre indietro. Sicuramente la voglia di strappargli i vestiti e rotolare di nuovo in quel turbine di oscurità per poi ritrovarsi più infelice che mai!

Carne, era solo la sua carne che bruciava così tanto e non il suo cuore. Questo era l’importante! Infondo era riuscita a vivere senza Angel, figuriamoci se non fosse stata capace di fare a meno di stringersi a quel vampiro.

Si accorse felice di trovarsi al di fuori del cimitero e di essere  riuscita a tenere a freno i suoi impulsi. Non capiva perché infondo avesse sperato che lui le corresse dietro.

Avrebbe solo peggiorato le cose facendola sentire ancora peggio mentre le diceva nuovamente di amarla.

Amore…. lui….. che ne poteva capire! Quel corpo senza vita che aveva sterminato l’intera Europa, che aveva dimenticato ogni frammento della sua anima. Lei era la sua ossessione e questo lo aveva portato a essere migliore, ma quello non poteva essere amore.

Lui amava e odiava la cacciatrice .Amava il dolore che quella figura gli procurava. I suoi occhi di ghiaccio non avrebbero bramato di vedere niente oltre che il suo corpo.

Tutto aveva una logica, tutto ora sarebbe andato nel modo giusto.

Una lacrima senza senso le rigò il volto e lei la cancellò prima che avesse il tempo di staccarsi dal suo viso.

Entrò in casa, appoggiandosi come affaticata sulla porta alle sue spalle. Quel gesto le era costato più fatica di quanto avesse immaginato. Infondo la perenne eccitazione che aveva contraddistinto ogni loro incontro non era stata semplice immaginazione, era un dato di fatto e non sarebbe stato facile liberarsene. Sospirò. Un corpo, solo un corpo.

Dawn e Willow le urlarono qualcosa, lei rispose di si senza capire una parola. Si distese sul letto con un falso sorriso sulle labbra.

Doveva essere perché le faceva pena! Si, si sentiva così solo perché adesso lui era sicuramente in preda alla disperazione.

Povero Spike. Se pur senz’anima non meritava quel trattamento. Doveva essere sicuramente per quello che si sentiva così male: sensi di colpa!

Per un istante ebbe l’impulso di correre da lui per dargli un po’ di forza e stranamente il pensiero di rivederlo le riaccese una luce dentro ma….. il solo ricordo della sua pelle le fece bruciare le mani di desiderio. Forse era meglio dormire.

Stupidi sensi di colpa.

 

 

1° CAPITOLO

Dawn l’avrebbe sentita!

Era sicuramente entrata di nuovo di soppiatto nella sua camera per rubare qualche vestito e aveva lasciato certamente le tende aperte! La luce flebile se pur pungente per i suoi occhi appena semiaperti era un fastidio enorme.

Si strofinò le mani ancora indolenzite dal sonno sulle cosce, scoprendo sorpresa di indossare ancora i jeans del giorno prima. I ricordi delle ore precedenti si stavano man mano riaccendendo nella sua mente ancora persa nell’oblio.

I suoi occhi! Li rivide, di ghiaccio, spalancati e la sua bocca…. così tremendamente senza parole.

Nonostante tutto, ciò che era successo le aveva lasciato una strana amarezza, quell’amara convinzione della fine. Stupidi e inutili sensi di colpa!

Cominciò a strofinare i suoi occhi arrossati e mentre le immagini si rendevano più chiare…. scattò di colpo in piedi!

Cosa diavolo era successo? Si tamponò con una mano la fronte e il collo sudato mentre uno strano senso di calore aumentava. Le pareti erano completamente spoglie, i mobili erano scomparsi!

Si voltò per scoprire di avere passato la notte su un vecchio materasso polveroso. Quella era la sua camera, ma guardandosi attorno scoprì di non poterlo più affermare con certezza.

Corse alla finestra. Per fortuna tutto sembrava normale in strada. La spalancò leggermente trovando più che piacevole quella fresca brezza mattutina che le asciugava, dandole un piacevole sollievo, le gocce impregnate sul suo viso.

Corse fuori dalla camera. Il corridoio pieno di scatoloni vuoti lasciava percepire un forte odore di vernice. Si chiese come non lo avesse sentito mentre dormiva dato che ora le dava la nausea.

Aprì trattenendo il respiro la stanza di sua madre. Il sangue le si gelò! La stanza anche se ultimamente abitata da Willow aveva sempre mantenuto i vecchi mobili….

Quella camera sempre così calda e accogliente, dove intere notti dopo la morte di sua madre aveva pianto in silenzio, ora sembrava un vecchio magazzino pieno di cianfrusaglie e crepe sul muro. Era troppo!

Corse al piano inferiore e questa volta si sentì più preparata nel costatare che tutte le stanza erano spoglie, buie ma soprattutto vuote!

L’odore di vernice era diventato insopportabile e le fece girare la testa vorticosamente. Si appoggiò stanca al muro alle sue spalle. Tamponò ancora una volta con le mani il collo impregnato di sudore mentre sentiva delle goccioline fredde che le percorrevano le spalle scendendo fino alla cucitura dei jeans.

Sospirò più volte come aveva visto fare al signor Giles quando cercava la forza di calmarsi. Sperò con tutta sé stessa che quell’uomo dagli occhiali sempre puliti e un immensa bontà d’animo entrasse dalla porta e le spiegasse tutto, ma solo il silenzio continuò a regnare per interminabili secondi.

 Si avviò tremante verso la porta e mentre la spingeva, rendendosi conto per la prima volta di quanto fosse pesante, un ondata di polvere la fece starnutire più volte, attaccandosi prontamente alla sua pelle bagnata.

Era fuori!

Mai aveva desiderato tanto allontanarsi da quel luogo ma…. un grosso cartello all’entrata la fece inorridire ”VENDESI”!

Il cuore cominciò a batterle in modo furioso e sperò, come quando era ancora bambina, che non le uscisse dal petto! Corse in strada. Le vie ancora bagnate dal lavaggio notturno sembravano quelle di sempre.

Un’anziana signora in vestaglia  uscì da una casa a qualche metro dalla sua e Buffy si maledì per non aver mai fatto amicizia con i vicini!

Non capiva cos’era accaduto, ma sperò con tutto il cuore che i cambiamenti si limitassero alla sua casa. Si trovò inaspettatamente a correre a perdifiato verso…. il cimitero!

 

 

1°CAPITOLO( seconda parte)

Il sole ormai completamente presente su tutte le strade illuminate e afose stava diventando insopportabile. Sentì per la prima volta nella sua vita un senso di stanchezza prenderla di soprassalto e la spossatezza aumentare sotto quel globo cocente, senza aver fatto apparentemente nessun tipo di sforzo.

Si bloccò ansimante fuori dal grosso cancello del cimitero che lasciava intravedere un vecchio custode indaffarato.

Lui era sicuramente lì. Barricato nella sua cripta a proteggersi da quei letali raggi,

steso nudo sul suo letto.

Si morse un labbro nervosa per averlo immaginato così nonostante la situazione….. Che era venuta a fare? Quel vampiro senz’anima cosa avrebbe potuto dirle oltre a cercare di convincerla di andare a letto con lui e a dichiararle ancora il suo incontrastato amore. Sicuramente stava malissimo….. magari era stato proprio lui ad architettare una vendetta….. voleva certamente fargliela pagare.

L’impulso di correre in quella cripta umida dalle pareti lesionate continuò ad aumentare tanto da spaventarla! Come poteva pensare a lui dopo tutto ciò che stava accadendo! Spinse il cancello titubante, infondo gli avrebbe solo chiesto spiegazioni e poi sarebbe andata via…… si bloccò sorpresa: era chiuso.

Avrebbe potuto chiedere al custode o magari semplicemente scavalcarlo. L’immagine di lei per quel terreno fangoso diventava sempre più nitida tanto che si strofinò le mani sui jeans per prepararsi a scavalcare.

Sarebbe bastato solo attraversare quel cancello per…. rivedere quegli occhi. L’immagine del vampiro ossigenato senza camicia mentre beveva un bicchiere di sangue le fece sentire ancora più caldo del previsto.

Guardò l’orologio come se stesse aspettando qualcuno chiedendosi cosa stava facendo lì fuori. Ma che diavolo ti è saltato in mente?

Per un istante lo sentì alle sue spalle ridere di lei con quei suoi grandi occhi magnetici. Doveva allontanarsi da lì il prima possibile! Corse veloce come se lui potesse sbucare da un momento all’altro!

 

Lo sforzo però adesso era diventato insopportabile. Aveva attraversato di corsa tutta la città e il sole non aveva accennato ad addolcirsi.

I jeans le avevano completamente aderito alle gambe sudate e la testa le girava vorticosamente. Il Magic-box era ormai vicino!

Quando finalmente riuscì ad intravedere l’insegna sembrò trovare dentro di sé un po’ di calma. Spinse con furia la porta restando estasiata da quel piacevole contatto con l’aria più umida del negozio.

Anya le si parò davanti “Posso aiutarla?”

Buffy sospirò “No, Anya non è proprio il momento”

L’ex demone la fissò indispettita “Sapevo di certo che il mio nome ormai come affermata imprenditrice fosse famoso, ma rimane il fatto che se entra nel mio negozio deve acquistare!”, la cacciatrice la guardò stupita.

“E poi poteva anche dire che non le occorreva aiuto!”

Buffy rimase immobile, possibile che….

“Xander vieni subito qui c’è una cliente molto maleducata”

Il ragazzo sbucò dalla porta che divideva le due stanze del Magic-box  “Anya sono convinto che questa ragazza non ha fatto proprio nulla. Cerca di essere più paziente tesoro”, le rispose scocciato Xander come se avesse assistito a quella scena almeno un milione di volte. 

Buffy era senza parole. Ma cosa era successo a tutti? Cos’era successo alla sua casa? Possibile che Willow avesse fatto un altro dei suoi incantesimi… i suoi pensieri furono interrotti dall’entrata della strega nel negozio.

“Willow per fortuna sei qui”

La rossa la guardò stupita e tremendamente imbarazzata “Ciao, ci conosciamo?”

Anya prendendola per un braccio non le permise di rispondere “Forse ho capito. Sei stata invitata al nostro matrimonio e sei venuta in anticipo! Ma poi chi ti ha invitata? Xander sei stato tu? Potevi almeno dirmelo!” urlò rivolgendosi al ragazzo “Ma non preoccuparti ti troveremo una sistemazione fino a quel giorno…” continuò tornando a rivolgere la sua attenzione a Buffy.

La cacciatrice le si staccò di colpo. Ma cosa era successo? Possibile che nessuno la riconoscesse? Il malessere delle ore precedenti tornò a farsi sentire più forte che mai.

Tutti quei visi che la osservavano come se non l’avessero mai vista, tutte quelle frasi assurde e senza senso, quel cartello e quell’insopportabile odore di vernice…. corse fuori ansimante e sconvolta!

Respirò profondamente cercando di recuperare un po’ di forze. Si chiese ancora una volta come potesse essere così stanca mentre si accorgeva piacevolmente che il sole era diventato meno forte. Almeno questo.

 

Aveva passato una giornata da incubo! Le sue domande così tremendamente irrisolte! Non aveva nemmeno visto Dawn! La preoccupazione che le fosse successo qualcosa l’aveva portata a cercarla ovunque senza alcun risultato. Presto sarebbe calata la notte e lo avrebbe inevitabilmente incontrato. Infondo non aveva aspettato questo da quando era scappata via dal negozio o meglio da quando si era ritrovata fuori da quel cancello chiuso?

I suoi occhi continuavano ad apparire nella sua mente offuscata e facevano più male che mai, torturandola insistentemente. Constatò con dolore che lui era ora la sua unica speranza!

 

Il cimitero era più deserto e desolato che mai. Nonostante i numerosi giorni di sole il terreno risultava fangoso e l’erba che le sfiorava i piedi era piacevolmente bagnata.

Riusciva a vedere la porta della sua cripta e il coraggio di sempre questa volta le sembrò quasi mancare. Qualcosa nell’ombra attirò la sua attenzione fin quando delle urla la portarono a correre nella direzione opposta.

Riuscì a intravedere una ragazza correre spaventata tra gli alberi e nonostante il buio, per la sua velocità, capì che quello che la stava inseguendo era sicuramente un vampiro.

Cercando di recuperare le forze che le erano mancate tutta la giornata le corse incontro. Il vampiro era ormai sopra di lei e non avrebbe atteso altri istanti per morderla.

Buffy lo strattonò via da lei e gli tirò un pugno più forte che potè, cercando di limitare al minimo il tempo del combattimento che svolto nel buio più totale, non le avrebbe certamente reso la vita facile.

Ma… il vampiro inspiegabilmente rimase fermo, immobile davanti a lei…. e ben presto, nel silenzio più assoluto, risuonò la sua inconfondibile risata.

“Che ragazza coraggiosa!”

LUI!

Non ebbe il tempo di formulare alcun pensiero, Spike le era saltato addosso impedendole qualsiasi tipo di movimento.

Il suo corpo forte era completamente steso sul suo e la cacciatrice sembrava inerme contro la forza del vampiro ossigenato che questa volta sembrava avere un solo obbiettivo!

Ben presto i suoi denti sarebbero affondati nella sua carne! Forse questa era la sua fine! Forse l’aveva sempre desiderato…. parole mai dette e in questo istante senza alcun senso le morirono in gola!

 

 

2° CAPITOLO

L’odore del vampiro era così forte e travolgente e il suo corpo così vicino al suo riusciva a darle beatitudine nonostante tutto…. si stava abbandonando, abbandonando per sempre in quel turbine di oscurità, in quell’oscurità da cui era sempre scappata, ma che forse aveva sempre bramato di conoscere.

Ora lo avrebbe fatto. Nemmeno un ultimo sguardo prima di affondare quei denti affilati nella sua carne.

Un urlo echeggiò nell’aria  e Buffy si chiese chi l’avesse emesso non rendendosi nemmeno conto che le sue labbra si erano mosse e i suoi occhi riempiti inesorabilmente di lacrime. Ebbe per un attimo l’impulso di aggrapparsi a quello spolverino di pelle ma la violenza con la quale il vampiro la strattonò per permettersi di bere più sangue la fece quasi inorridire.

Il cartello della sua casa diventava sempre più enorme e vicino e l’odore di vernice diventò fortissimo…. in un lampo…. vide il suo corpo inerme e vuoto in una vasca piena di sangue. Spike.

 

Una voce femminile le fece riaprire gli occhi trovandosi a muovere le mani tra l’erba e a costatare che i suoi vestiti erano completamente impregnati di terra.

Le immagini nel buio non erano molto nitide ma rabbrividì ascoltando quelle voci.

“Non l’avrei uccisa, volevo solo assaggiarla te lo assicuro” la sua voce era inconfondibile e tremendamente ironica.

“Certo Spike e scommetto che dopo l’avresti anche riaccompagnata a casa e le avresti dato il bacio della buonanotte”. Faith!

Il vampiro biondo cominciò a girare attorno alla ragazza come era solito fare con lei estraendo una sigaretta dal suo pacchetto sgualcito.

“Te lo assicuro cacciatrice: un patto è un patto!”

Quel nome la fece trasalire tanto da farle girare di nuovo la testa…. questa volta dovette aggrapparsi ai ciuffi d’erba per non ritrovarsi di nuovo stesa nel fango.

“Spike noi non abbiamo nessun patto! Tu sei abbastanza forte e sottolineo abbastanza e quindi per non doverti combattere ogni sera col rischio di ucciderti, ti ho lasciato in circolazione a condizione che avresti fatto il bravo” risuonò altezzosa e sarcastica  la voce di Faith.

“Si certo Faith, dici pure che non riesci a farmi fuori e hai capito che è meglio non avermi come nemico” le sussurrò il vampiro in modo malizioso permettendo però comunque a Buffy di ascoltare.

La ragazza era ancora seduta sulla terra bagnata e non riusciva a trovare la forza di alzarsi. Un dolore asfissiante l’aveva presa fino alle viscere facendole stringere i denti per evitare di urlare. I suoi amici, la sua casa, sua sorella, Faith ma soprattutto Spike!

Lei era la cacciatrice!

Avrebbe voluto urlarglielo mentre lo pestava a sangue e sentire la sua voce distrutta mentre le chiedeva di perdonarlo!

Il vampiro non sembrava nemmeno far caso a lei.

“Comunque penso che si ancora tutta intera…. guardala!” indicò Buffy senza nemmeno rivolgerle la minima occhiata “Lei mi ha reso le cose semplici e quindi ho bevuto pochissimo sangue” rise divertito.

Lo odiava! Buffy lo odiava con tutta se stessa! Lui, quella sua aria strafottente, non la degnava nemmeno di uno sguardo nonostante lei fosse riversa nel fango e totalmente sconvolta!

Desiderò ardentemente un paletto per conficcarglielo nel cuore! Cosa diavolo rideva? Cosa diavolo le girava intorno? Ma soprattutto per quale maledettissimo motivo la guardava in quel modo!?

Faith si scostò da lui “Si, sembra tutta intera ma Spike ti assicuro che questa è l’ultima volta” gli si avvicinò fino a far premere i suoi seni sulla sua giacca “La prossima volta giuro che ti faccio fuori”

Il vampiro ossigenato diminuì ulteriormente la distanza “Non preoccuparti cacciatrice!” le rispose con lo stesso tono malizioso.

Buffy affondò le mani nel fango bagnato! Maledizione ora basta!

“Hey!” urlò esasperata e tremendamente indispettita! 

Faith si scostò dal vampiro lasciandolo evidentemente contrariato.

“Ti sei ripresa?” le disse in tono dolce offrendole la mano per rialzarsi.

Buffy si aggrappò all’albero accanto ignorando l’aiuto e si rialzò nonostante le gambe le tremassero per lo sforzo.

Il vampiro si girò spazientito “E poi Faith è stata lei che mi ha colpito per prima! Forse voleva suicidarsi! Magari stavo anche per compiere un’ opera buona” esclamò tenendo gli occhi inchiodati sulla cacciatrice e indicando Buffy senza nemmeno guardarla!

Ancora una volta! Maledetto vampiro ma perché diavolo mi ignori!?

Forse avrebbe dovuto chiedere a Faith, magari c’era una spiegazione sotto tutta questa situazione assurda, ma ora no! Ora voleva allontanarsi da quei due idioti!

Al diavolo la sua casa! Al diavolo i suoi amici! Non le importava di niente! Odiava quei suoi capelli ossigenati! Quanto avrebbe voluto tirargli un bel cazzotto! Solo uno! Almeno uno!

Faith le urlò qualcosa vedendola allontanare nel buio malconcia e dolorante, ma Buffy aumentò il passo quando sentì nuovamente quella voce da idiota che sicuramente le stava ancora girando intorno! Gelosa? Mai!

 

 

Era uscita da poco dal cancello del cimitero quando Faith le si parò davanti.

“Hei non mi hai dato nemmeno il tempo di vedere come stavi” le disse comprensiva.

Buffy si voltò di scatto spazientita “Io? Benissimo a parte la mia casa che è in vendita e senza mobili, i miei amici che non sanno nemmeno chi sono, non ho più un briciolo di forza, tu sei la nuova cacciatrice e quell’idiota dai capelli tinti di Spike .” Continua a farti gli occhi dolci! Ma poi aggiunse “Mi stava quasi ammazzando!”

Si voltò per proseguire terribilmente irritata ma Faith la bloccò senza alcuno sforzo “Frena! Ma che stai dicendo?”

Buffy divenne ancora più irritata, se avesse avuto anche un briciolo di forza l’avrebbe usata per stenderla, anzi no! Se avesse avuto un briciolo di forza avrebbe pestato Spike togliendogli quello stupido sorriso dalla faccia!

Mentre ancora cercava di mettere a tacere quella voce che gli suggeriva di compiere un duplice omicidio Spike spuntò dal cimitero a grandi passi facendo svolazzare il suo spolverino.

Gli occhi di Buffy erano inchiodati su di lui e lui….. era completamente su Faith! Possibile che…..!!!!!

La nuova cacciatrice continuò, incurante del vampiro che intanto le si era accostato.

“Allora? Come ti è saltato in mente di iniziare una rissa con un vampiro? Ma a cosa pensavi e poi…” Faith continuò ricordando le parole di Buffy “Come fai a sapere il suo nome?”

Buffy aveva superato ogni limite di sopportazione! Nessuno la conosceva, nessuno sapeva chi fosse e da quello che vedeva a nessuno mancava, nemmeno a quel maledetto vampiro senz’anima che aveva sempre detto di amarla…. amarla…

In un attimo le vennero in mente i pensieri della sera precedente. Si era continuata a ripetere che Spike amava solo il suo essere cacciatrice, la sua figura, il male che lei le faceva ma… forse non ci aveva mai creduto! Forse aveva sempre pensato che nonostante fosse senz’anima quel vampiro l’amasse davvero.

E invece eccolo a girare intorno a Faith proprio come faceva con lei. La rabbia lasciò spazio a un nuovo sentimento, ma quale? Buffy portò lo sguardo su Spike che incurante della situazione aveva cominciato ad accendersi una sigaretta e i suoi occhi ricaddero sulle sue mani per poi cercare i suoi occhi che sembravano non vederla nemmeno.

Si voltò rassegnata verso Faith, infondo che cosa le importava di quello che pensava Spike? L’importante era rimettere tutto a posto.

“Io sono la cacciatrice”

Il vampiro ossigenato ruppe il silenzio esplodendo in una fragorosa risata.

Buffy pensò che a breve l’avrebbe proprio pestato!

 

 

2° CAPITOLO (seconda parte)

La risata del vampiro biondo risuonava ancora nel silenzio della breve strada che conduceva al cimitero. Gli occhi di Spike si erano inumiditi, si era appoggiato ad un albero mentre la frase di Buffy gli toccava ancora la mente.

A Faith, che per qualche breve istante era rimasta sorpresa da quell’affermazione, era spuntato ben presto un flebile sorriso.

Pazza! Ecco per cosa tutti l’avevano presa! Buffy strinse i denti per evitare di urlare come un’isterica e dare l’ennesima conferma alle loro supposizioni. Respirò a fondo.

“Non scherzo” disse piano cercando di assumere un viso rilassato che a tratti sembrava  falsato “Io sono la cacciatrice”

Spike ormai era nel delirio totale! Dovette riprendere fiato prima di poter dire più freddo e glaciale che mai ad una Buffy che in breve sembrava ritornata una belva.

“Si, certo e sei così forte che per poco ti stavo ammazzando”

La cacciatrice lo fulminò! Se gli occhi avessero potuto ferire certamente lo sguardo di Buffy avrebbe a dir poco massacrato il vampiro, che pallido e strafottente aveva continuato a mantenere quel sorriso senza vita.

Era furiosa e tremendamente frustata. Faith la prese per un braccio allontanandola da Spike.

“Vai a casa Spike e mi raccomando cerca di fare il bravo”

Il vampiro rimase evidentemente contrariato dall’esclusione, ma prendendo una sigaretta si avvicinò sicuro e freddo all’orecchio di Faith che a pochi centimetri da Buffy non sarebbe certamente stata l’unica ad ascoltare.

“A domani cacciatrice”

Lo sguardo di Faith per un istante si ombreggiò di imbarazzo mentre Spike passando accanto a Buffy le sussurrava “Continuerò presto quello che avevo iniziato con te passerotto, ci puoi contare!”

Buffy per una volta inorridita, non ebbe alcuna parola per rispondergli.

 

Le strade umide e scure erano oramai deserte. Il passo di Faith era veloce e sicuro e Buffy dovette fare una fatica enorme per starle dietro.

Non sapeva cosa dirle. Come le avrebbe spiegato una situazione del genere? Chi le avrebbe creduto!? Perfino Spike sembrava completamente marchiato dalla presenza di Faith …… proprio come aveva fatto con lei!

Si, ecco cos’era, un maledetto cane! Non aveva bisogno di vedere altro! Non era difficile capire che quei due andavano a letto insieme!

Per qualche istante la sua mente vagò alla ricerca delle ore precedenti rivedendo il vampiro biondo, lui che aveva cercato di ucciderla e per la prima volta nella sua vita c’era quasi riuscito! Solo pochi giorni prima le aveva ripetuto di amarla e ora eccolo a giocare con la nuova cacciatrice, sexy e famelico com’era sempre stato!

Faith ruppe improvvisamente il silenzio “Allora cominciamo dall’inizio. Sul serio chi sei?”

Buffy si mostrò esasperata! Quella frase ormai le stava dando la nausea! Cercò di trovare un po’ di calma capendo che certamente quel comportamento non l’avrebbe portata da nessuna parte.

“Te l’ho già detto, sono la cacciatrice”

Fu Faith questa volta ad essere esasperata “Insomma smettila! Io sono la cacciatrice e non mi sembra nemmeno possibile che questo sia in discussione”

Buffy sospirò sconfitta. Avrebbe dovuto arrendersi a quel destino senza alcun senso. Possibile che nessuno si sarebbe mai ricordato di lei? Si trovò a pensare per la prima volta ad un particolare che aveva tralasciato: non aveva più un briciolo di forza!

Questo sicuramente non avrebbe dato nessuna credenziale alle sue parole già alquanto assurde per tutti!

Faith decise di non continuare una conversazione che non avrebbe portato a nulla e rimase in silenzio fino ad una casa a qualche isolato dal cimitero, continuando a camminare sicura con un pensiero fisso che le torturava la mente.

 

La casa era quasi ovunque ricoperta da fitta edera e sembrava venuta fuori dal nulla. Faith infilò le chiavi nella serratura lasciando che Buffy entrasse per prima nella stanza.

Le pareti erano ricoperte da foto che ritraevano tutti i suoi amici. L’ingresso lasciava percepire un forte odore di cibo, ma Buffy rimase ugualmente sconvolta nel constatare che in cucina tutti erano a tavola: anche Dawn!

“Ciao Faith! Andata bene la ronda?” esclamò Willow felice di vedere l’amica.

Anya che stava tagliando con cura la sua pizza trasalì nel vedere Buffy alle sue spalle.

“Hei, ma tu sei quella del negozio! Perché sei scappata via in quel modo?”

Faith si girò sospettosa e tagliente verso di lei “Allora: stamattina eri in negozio, stasera stavi quasi per farti divorare da Spike e dici di essere la cacciatrice. Non so proprio cosa pensare di te”

Buffy era ormai stremata, sentì che quelle sarebbero state le ultime parole che sarebbe riuscita a pronunciare quel giorno. Lo sguardo era perso e la voce roca, quasi rotta dal pianto.

“Dawn” ci fu un breve silenzio “Nemmeno tu mi riconosci?”

La ragazza era visibilmente imbarazzata, guardò come in cerca d’aiuto verso Faith. “Sorellina chi è questa ragazza?”

Buffy si appoggiò al muro. Non sapeva quale strana forza le permettesse ancora di respirare, forse la disperazione.

“Non sappiamo se possiamo fidarci di te ma mi sembri innocua e…. soprattutto malconcia”

La cacciatrice si guardò controvoglia  nello specchio che le era di fronte e vide solo una ragazza sudicia e sconvolta. Non ebbe la forza di rispondere.

“Vieni” le disse fredda Faith “C’è un piccolo stanzino di sopra se  vuoi puoi dormire lì, almeno potremo controllarti!”

 

Buffy salì come un automa le scale. Sembrava una punizione e si…. forse lo era.

Veniva punita per tutto ciò che aveva fatto. Per aver dimenticato Dawn e i suoi amici. Veniva punita per non essere stata più la cacciatrice da mesi ma soprattutto veniva punita per aver fatto dello sporco sesso con quel vampiro senza anima, amore, vita, respiro!

Era solo colpa sua!

Dovette appoggiarsi alla parete per riuscire a salire gli ultimi scalini. Sfinita, stanca, sporca……

“Spero che domani mattina riuscirai a trovare la ragione” le disse freddamente Faith senza guardarla ”Questi giochi non piacciono a nessuno!”

Buffy sentì il suo sguardo inquisitorio quasi tagliarle l’anima.

Faith continuò dalla porta “Lì comunque ci sono delle coperte e….” la cacciatrice sembrò ancora piu’indurita “Sta lontana da Spike: è un assassino e la prossima volta non berrà solo pochi sorsi”

La porta si chiuse lasciandola nel buio più denso e totale. Un buio, un oscurità che la mangiava, la divorava fin dentro.

”Tu appartieni alle tenebre”

Pianse ininterrottamente tutta la notte.

 

La luce non riusciva ancora a scacciare la notte. Non aveva dormito un solo istante. Dal piano inferiore udì delle voci che avevano accompagnato il suo atroce dormiveglia durante gli ultimi minuti.

Accostò un orecchio al freddo legno della porta….. Faith e….. LUI!

Qualcosa….. le graffiò letteralmente l’anima!

 

 

3° CAPITOLO

Doveva essere mattino. Aveva sentito la voce di Dawn dal piano inferiore… quella sua inconfondibile risata.

Non avrebbe potuto però esserne certa. Le scure e vecchie persiane della sua finestra non lasciavano penetrare alcun raggio solare, rendendo l’oscurità artificiale della stanza assoluta. Quella doveva essere la sua stanza. Aveva fatto lunghi viaggi tutta la notte e ora l’aveva capito.

Quell’intera giornata aveva come unico scopo portarla in quell’atroce camera oscura.

Quel luogo che sarebbe stato tagliato, graffiato per sempre dalle sue grida silenziose.

Strinse la coperta tra le dita cercando di mettere a tacere quegli strazianti pensieri con la speranza di trovare nella sua mente ferita un po’ di luce.

Forse tutto si sarebbe sistemato…. Infondo era accaduto anche qualche mese prima di perdere la memoria a causa di un incantesimo di Will e forse….. no!

Quest’indelebile tortura non poteva essere un incantesimo. Nulla aveva a che fare con una banale perdita della memoria.

Semplicemente lei non esisteva, tutta la vita aveva continuato inesorabilmente a girare col semplice fatto che lei non esistesse o meglio ancora….. la sua vita non le apparteneva più.

La mora dagli occhi scuri, fredda e sicura, l’aveva derubata di tutto, le aveva totalmente strappato ogni flebile ricordo di vita, perché se nessuno ricordava allora nulla era stato!

Strinse le mani sudate attorno alle tempie come per darsi un po’ di pace, come per mettere a tacere l’orrore che pian paino si faceva strada nei suoi pensieri.

Qualcuno bussò. Buffy si precipitò alla porta. Forse avevano ricordato!

Il sorriso di Will le lasciò una luce nell’anima per qualche altro breve istante.

“Scusa, forse dormivi ancora. Buffy giusto?”

La cacciatrice non trovò nemmeno la forza di allungare la mano verso la strega che la ritrasse velocemente.

“Volevo solo dirti che nessuno resterà in casa per qualche ora ma io ho insistito per farti riposare ancora un po’…. forse non hai un posto dove stare?”

Buffy si appoggiò alla porta senza rispondere.

“In ogni caso ho pensato che tu volessi lavarti e…. questi sono alcuni vestiti: spero siano della tua taglia. A dopo”

Willow scese velocemente le scale turbata dalle mancate risposte della cacciatrice e forse già pentita di essersi mostrata così buona.

Buffy richiuse la porta e dovette appoggiarsi al letto per evitare di accasciarsi a terra. Terribile! Non riusciva a trovare un'altra parola per descrivere questo incubo. Ancora una volta come il giorno prima sentì il viso e il collo completamente impregnati di sudore e lanciò via la maglietta con una ferocia inumana.

Si diresse a grandi passi verso la finestra e la spalancò furiosa, avrebbe voluto urlare, gridare come una disperata, prendere a calci il mondo e invece….. piangeva!

Grandi gocce d’acqua salata le riempivano le guance pallide e inutile fu cercare di frenare l’istinto di portarsi le mani al viso e accasciarsi sul pavimento.

Strinse il suo corpo tra le braccia come faceva da bambina e cercò di reprimere i singhiozzi. Si accorse aprendo gli occhi di indossare ancora i vestiti del giorno dopo e di essere più sporca che mai. Uscì dalla stanza guardandosi attorno, cercando di catturare ogni minimo particolare mentre con gesti duri cancellava le continue lacrime che le solcavano il viso e non sembravano intenzionate a fermarsi.

 

Il sole batteva forte e cocente ma lo sfogo delle ore precedenti sembrava averle fatto ritornare un po’ di forza. Aveva abolito ogni tipo di pensiero.

Qualsiasi cosa formulasse la sua mente, il risultato era un instancabile angoscia che le percorreva l’anima e così si era ripromessa di agire senza riflettere  o meglio….. si sentiva vuota, completamente svuotata.

Le sue ultime e flebili speranze l’avevano indirizzata verso il Magic-box ma soprattutto verso il signor Giles che doveva trovarsi ancora in Inghilterra, forse, forse…. una piccola luce si accese in quel buio.

 

Il campanello all’entrata fece il solito rumore di sempre e Buffy trovò piacevole constatare che almeno questo non fosse cambiato.

Anya era intenta a fare conti dietro al suo bancone e Xander leggeva una rivista seduto al tavolo di fronte: entrambi la salutarono con un fugace cenno della mano e uno sguardo imbarazzato.

Faith che era nascosta dietro uno scaffale le si parò davanti spostandosi dal viso i capelli scuri “Vedo che ti sei svegliata e ti sei anche data una ripulita”

Buffy non riuscì a fare a meno di intravedere l’astio della nuova cacciatrice.

“Forse la bella addormentata nel bosco vuole dirci se ha ritrovato la strada di casa o magari…. ”gli occhi scuri la scrutarono fino infondo e la voce si fece più bassa “Ringraziarci!”

Buffy guardò spaesata attorno a sé come faceva da bambina quando si trovava in difficoltà ma niente! Nessuno ora poteva anche solo sorriderle!

“Scusa, forse ti sembrerò scortese o meglio ancora pazza ma tu non capisci quello che sta accadendo” le rispose titubante.

Faith si allontanò lasciando trapelare la rabbia che le suscitava la ragazza “Si, certo tu sei la cacciatrice!”

Buffy si fece risoluta e i suoi occhi verdi diventarono impercettibilmente più scuri.

“Esatto”

“Cacciatrice o no sarebbe meglio presentarci” la voce di Xander le affievolì quella pesante tortura inflitta alla sua mente.

Il tono, la sua voce calda e rassicurante era sempre la stessa e si accorse che questo valeva anche per Willow che concordò con l’amico sbucando da uno scaffale polveroso visibilmente contenta che ciò che le era parso così imbarazzante qualche ora prima, adesso le si stesse avvicinando a piccoli passi.

Buffy si ripromise che per tutto il tempo avrebbe ascoltato solo il suono della voce dei suoi amici. Non le sarebbe importato se le avessero chiesto il suo nome, chi fosse, da dove venisse. Se l’avessero insultata o maltrattata lei avrebbe ascoltato la loro voce, il suo suono e si sarebbe sentita a casa.

Anya senza alzare lo sguardo dai suoi soldi si limitò a gridare il suo nome e Buffy tra la paura e lo sconcerto pronunciò silenziosa il suo.

Faith aveva attraversato a lunghi passi l’intera stanza. La luce del risentimento era più che accesa nei suoi occhi…. perché la odiava tanto?

Buffy si ritrovò a specchiarsi nei suoi occhi e dovette volgere lo sguardo quasi senza forze. Quella cacciatrice scura e risoluta era il suo opposto e Dawn non poteva essere sua.

Buffy cercò di farsi coraggio sperando che almeno quella domanda potesse avere una piacevole risposta, sospirò tra sé e sé “Conoscete il signor Giles?”

Faith era più beffarda che mai “E chi sarebbe questo? Un tuo amico?”

Buffy balbettò sconcertata “Tu non hai un osservatore? Cioè… lui non è il tuo osservatore?” Faith rise isterica “Mi dispiace carina. Il mio osservatore è morto e sicuramente non era nessun signor Giles o come diavolo si chiama!”

Non esiste. Inorridita, sconvolta… senza parole, respiro.

La sua casa in vendita, la perdita di memoria di tutti, il fatto che lei non esistesse e ora  anche il suo eterno punto di riferimento, Giles, che solo, dopo la morte di sua madre era rimasto a proteggerla se pur da lontano.

Tutto le stavo rotolando via, correva lontano, veloce quasi irraggiungibile…. e quel cartello…. lui…. l’odore di vernice.

Si voltò di scatto: Dawn!

I lunghi capelli della ragazza le cadevano morbidi sulle spalle, indossava quella camicetta che aveva sempre adorato. Ebbe l’impulso irrefrenabile di stringerla a sé ma… i suoi occhi! Così freddi, scostanti, lontani….. era un’estranea, per lei era un’estranea!

Corse via sperando di non doversi mai fermare!

 

Il sole era lentamente scomparso. Mille persone erano passate davanti ai suoi occhi…. mille bambini avevano stretto contenti le mani delle loro mamme e mille ragazzi si erano baciati, qualcuno aveva litigato, qualcuno… qualcuno…. sperò con tutta se stessa di non doversi mai alzare da quella panchina. Sperò con tutta se stessa che la sua vita si bloccasse lì, in quel punto morto.

Morto…. morto …. per sempre…. forse.

Sentì la sua presenza alle sue spalle, il suo forte odore di tabacco e alcol “Se ti chiedessi di uccidermi?”

Un sorriso si pronunciò sulle labbra diaboliche del vampiro.

 

3° CAPITOLO (seconda parte)

I suoi occhi freddi profondi, ignoti d’azzurro luccicarono divertiti. La ragazzina spaesata e coraggiosa che aveva quasi dissanguato la sera prima gli dava le spalle, i suoi capelli biondi e morbidi risplendevano alla luce della luna, ebbe l’istinto di accarezzarli……

Quanto avrebbe voluto affondare i suoi denti in quella carne bianca fino all’ultimo, fino alla fine, fino a lasciare di lei solo un corpo vuoto. Ora non lo era.

Povero passerotto. Lei si sentiva svuotata ma lui la sentiva…. così carica di emozioni, addirittura capace di percepirlo, di percepire lui, una creatura della notte.

Si sarebbe sicuramente divertito parecchio con lei. Si sarebbe concessa volentieri e lui l’avrebbe trascinata in quell’abisso di oscurità facendoglielo assaporare giusto in tempo, nell’ultimo indelebile istante.

Si, lei bramava la morte almeno quanto lui desiderava il suo sangue.

“L’avevo detto che quello di ieri era un tentativo di farla finita…” sorrise il vampiro senza muoversi dalla sua posizione.

Buffy aveva gli occhi fissi nel vuoto, fermi, immobili, di uno smeraldo infinito.

“Nessuno sa chi sono, nulla esiste più…. o forse tutto…. nulla mi appartiene…”

Spike estrasse una sigaretta dal suo pacchetto e assunse un espressione ancora più divertita.

“Povero passerotto, nessuno sa chi è!”

Buffy si voltò di scatto. Il vampiro ossigenato in piedi, nella luce della luna, i suoi occhi fissi, completamente immersi nei suoi, senza alcun intenzione di distoglierli. Lui che le leggeva l’anima, che le entrava dentro, nelle sue parti più chiuse, nascoste, che ora come non mai le graffiava l’anima.

“Vattene Spike”

Il vampiro si spostò portandosi di fronte a lei che era ancora seduta.

“Hei, non avevi detto che volevi morire!” il suo sguardo gelido e indifferente.

Buffy lo fissò senza riuscire ad emettere una sola parola, quasi ipnotizzata da lui.

“Dimmi passerotto come fai a conoscermi e soprattutto perché non hai paura di me?” le disse avvicinandosi, la voce più bassa e calda. Buffy distolse lo sguardo.

“Nessuno dopo avermi visto col mio volto da caccia mi si è più anche solo avvicinato…. tu invece….” era seduto accanto a lei “Forse brami davvero la morte” le sussurrò nell’orecchio scostandole i capelli.

Buffy trasalì a quel contatto, le sue mani gelide le fecero sentire brividi sulla schiena ma soprattutto…. le mancavano! Le mancavano più di ogni altra cosa!

Ebbe l’impulso di girare il viso verso il suo! Vicini, ora, le labbra a pochi millimetri le une dall’altre. Gli occhi di Buffy erano già socchiusi. Desiderava le sue mani, il suo corpo, sentirlo dentro di sé e ricevere solo da lui la pace, ma ora…. più di tutto… voleva la sua bocca. Assaporò con la mente quel bacio e i suoi occhi si chiusero del tutto. 

“Si, passerotto” il respiro di lui le sfiorava le labbra “Non mi temi, non temi le tenebre….”, la sua voce era calda e sicura “Tu mi vuoi”

Spike attese…. pochi istanti…. prima di percepire la sua voce roca “Si”

Buffy socchiuse le labbra, sentì le lacrime pungergli gli occhi per il desiderio, per la voglia di lui, anche solo di guardarlo, di toccarlo.

Spike la osservò qualche altro istante. Povero passerotto. Con calma e sicurezza le spostò i capelli dal collo lasciando comunque Buffy in quello stato di trans.

Le dita fredde tracciarono sulla sua pelle  piccoli cerchi, lì dove il sangue era più caldo, e poi freddo e distaccato posò la sua lingua umida nell’ incavo del collo.

Buffy non poté fare a meno di emettere un piccolo gemito di piacere. Lo desiderava, avrebbe voluto urlarglielo, stringerlo forte al suo corpo nudo.

Tutto era cambiato ma Spike…. lui era la sua costante… lui…. la loro unione sempre così bramata…. un grido di dolore squartò il silenzio della notte!

I denti del vampiro erano entrati affilati e violenti nella sua carne e…. spalancò gli occhi e vide le sue mani fredde stringerla indifferente…..

Avrebbe dato qualsiasi cosa per rivederlo lì, fermo nel suo giardino con quell’espressione sorpresa, avrebbe dato sé stessa per rivederlo anche solo un istante seduto accanto a lei, sarebbe anche morta lì, ora, per sentire ancora una volta quella mano che viveva solo di lei, del semplice fatto che esistesse sulla sua spalla. Grandi lacrime le solcavano il volto, dolorose, taglienti.

Il vampiro biondo che tanto aveva detto di amarla, Spike che aveva sentito dentro di lei puro, vero, completamente inebriato da lei….completamente…..

Un’atroce certezza le dilaniò il cuore!

Afferrò la fredda mano del vampiro che era ancora su di lei mentre il suo volto da caccia era immerso nel suo sangue, la portò tremante verso il suo viso sconvolto dalle lacrime, la strinse, più forte che mai.

Lui……. non esistevano parole, qualcosa di troppo vero e reale si stava facendo strada nel suo cuore, qualcosa di troppo sconvolgente, un’eterna, indelebile certezza, una verità che forse da sempre aveva saputo ma che aveva combattuto, soffocato come qualcosa di troppo perverso da confessare…. boccheggiò senza riuscire a parlare, la mano del vampiro totalmente bagnata dalle sue lacrime…. Spike…. di colpo si staccò da lei!

 

 

3° CAPITOLO (parte terza)

 

-Ti piaccio?

-Qualche volta

-Ti fidi di me?

-Mai

Le sue parole fredde e pungenti, nascoste impregnate di vergogna e il suo volto…. così stanco di sentirsi usato… così stanco di ascoltare bugie, di non poter udire verità mai pronunciate.

 

Spike si era dovuto allontanare da lei perché ora percepiva il freddo ferro della panchina a contatto con la sua pelle, la sua mano non era più nella sua…. sentiva di aver aperto gli occhi eppure una fitta nebbia era la sua unica visuale.

Boccheggiò per qualche istante cercando di raddrizzare il suo corpo ormai inerme, una macchia nera le era di fronte…. qualcuno… forse…. era nervoso, in continuo movimento.

“Dimmi la verità ragazzina: chi sei?” la voce di Spike era rotta e rabbiosa.

Buffy riuscì ad emettere solo un gemito di dolore cercando di rimettersi in piedi senza alcun apparente risultato.

“Dannato inferno ma chi diavolo sei?”questa vola il tono era diventato quasi minaccioso, Buffy trasalì al rimbombare delle prime sillabe e finalmente ciò che le era davanti divenne chiaro.

Spike arrabbiato e furioso si muoveva  nervoso e rabbioso davanti a lei e le ringhiava contro. Si portò una mano tremante al collo e gemette di dolore toccando la ferita impregnata di sangue.

Qualcosa l’aveva turbato, qualcosa gli aveva impedito di terminare quello che aveva cominciato e Spike non era certo uno che faceva le cose a metà.

Il pensiero che qualche ricordo gli avesse toccato la mente le sfiorò l’anima.....

 Il vampiro era stato turbato da qualche suo movimento…. da qualche suo gesto! “Insomma stupida ragazzina rispondimi!” Spike si era mosso furioso verso di lei e l’aveva afferrata violento.

Buffy gemette di dolore: la ferita…. lo spavento.... ma soprattutto lui! Non ricordava quanto potesse essere rude e violento! La cacciatrice balbettò qualcosa senza senso e socchiuse gli occhi per il dolore che le procurava indifferente il vampiro.

Spike la strattonò a terra ancora più furioso imprecando. Buffy non aveva più lacrime da piangere. Aveva sperato con tutta sé  stessa che il vampiro biondo le donasse la morte nel modo che più aveva bramato ma qualcosa era andato storto! Il contatto con la sua pelle, la sua bocca, le sue parole! Una certezza che forse da sempre era stata parte di lei l’aveva sconvolta senza ritegno e inerme e senza forze si era abbandonata al suo atroce destino ma poi…. qualcosa aveva visibilmente turbato il vampiro biondo!

I suoi occhi di ghiaccio la fissavano violenti. La ragazzina aveva fatto qualcosa che a Spike non era piaciuto, qualcosa che lui non si aspettava….. o meglio al quale non si aspettava di reagire così!

I suoi tratti cominciarono a distendersi e un sorriso beffardo apparve sul suo volto “Avrei fatto volentieri il bagno nel tuo sangue ragazzina ma…. evidentemente da me vuoi qualcos’altro.” Buffy trasalì arrossendo “Tu vuoi solo morire!”

La cacciatrice spalancò gli occhi! Spike era tornato ‘calmo’.

“Si passerotto, tu vuoi solo e semplicemente farla finita!”.

Il vampiro dagli occhi infiniti le si avvicinò e Buffy indietreggiò sull’asfalto bagnato terrorizzata. Dov’era finito Spike? Possibile che di lui non fosse rimasto niente? Possibile che davanti a lei ci fosse solo ‘William il sanguinario’ spietato e senza anima.

Il vampiro era su di lei, qualsiasi movimento con la sua forza, con la sua spietata violenza le avrebbe tolto per sempre il soffio vitale.

Buffy boccheggiò sconvolta, questa volta nessuno l’avrebbe salvata. Sperò sorprendendosi che la cacciatrice bruna arrivasse ma il silenzio era ormai totale e gli occhi abissali del vampiro così freddi e agghiaccianti le sgretolavano inesorabilmente i suoi!

Indietreggiò ancora una volta ma fu bloccata da un braccio di Spike che la alzò di poco dal selciato umido.

Il vampiro rise beffardo “Povero passerotto”

Questa volta le lacrime non si erano fermate. Ora, il suo volto bagnato da acqua salata e l’orgoglio, quello vero, forte, reale la stava abbandonando, lasciandola sola inerme in quella morsa d’acciaio. La stretta diventò ulteriormente più forte e il suo corpo venne sollevato ancora di più .Gli occhi di Spike….. non erano più indifferenti…. quel ghiaccio che si era impossessato di lui nelle ultime ore era ormai carico di rabbia.

”No, ti prego William” le parole supplichevoli, calde, urlate, cariche di un sentimento mai così chiaro, cariche di un emozione quasi mai assaporata veramente le scivolarono via dal cuore senza rendersene conto frantumando quell’ultimo inesorabile cristallo di orgoglio presente in lei.

La cacciatrice si portò una mano alla bocca quasi sperando di poter cancellare quella sconcertante ultima frase, quelle parole che mai aveva pensato di poter pronunciare sbriciolando la sua forza, il suo coraggio, trasformando tutto in una sconfortante supplica!

Spike aveva sbarrato i suoi occhi cerulei! Fermo, immobile, la sua espressione si era mutata, il suo mostro per un istante era scomparso, la sua anima per un attimo era tornata.

Si spostò violento lasciando Buffy ricadere sull’asfalto, si allontanò fissandola negli occhi, dentro, profondo fino all’anima. Si voltò furioso di scatto, la sua voce bassa e rabbiosa “Stammi lontano ragazzina!”

Buffy strofinò le mani sui jeans, l’asfalto le aveva ferite. Non c’erano parole. Non esisteva più nulla.

Guardò Spike allontanarsi nella notte, affogò disperata il desiderio di urlare  tra le lacrime il suo nome.

 

4° CAPITOLO

Adorava svegliarsi quando il sole filtrando dalle finestre si posava ai piedi del letto illuminandone le coperte. Il calore che quella luce procurava le scaldava le gambe sepolte dalle lenzuola e l’odore di caffè si espandeva per tutta la stanza.

Riusciva a udire se pur lontane le voci dei suoi genitori: risate, parole bisbigliate, frasi a volte senza senso al quale lei cercava di dare un significato. E se per caso le sembrava di udire il suo nome in quelle parole sconnesse, magari in un bisbiglio, in un gesto quasi segreto, allora sgattaiolava fuori dal letto e con i piedi scalzi per non fare rumore si appoggiava alla porta per origliare.

Un giorno poi, avevano cominciato a litigare.

 

 

Il cemento freddo e umido le aveva lasciato piccoli graffi color porpora sulle mani sporche. L’acqua della leggera e flebile pioggia che si era silenziosamente fatta spazio sulla città si era mischiata alle sue lacrime. Gocce salate, forti, irrefrenabili, che scavavano dentro, fino infondo.

Possibile che lui così forte e senza scrupoli, così atrocemente fisico in tutto, così crudo e senza ritegno. Lui al quale il suo corpo si era unito senza freni, senza alcuna inibizione in un vortice di puro erotismo, trattandolo come se fosse niente .

Lui che aveva assaporato fino alla fine in quelle notti con la scottante certezza che scomparisse come la luna alle prime luci dell’alba.

Lui sul quale aveva vomitato addosso tutto il suo disprezzo, mentre il suo cuore gridava, graffiava, bramava di essere ascoltato.

E ora la verità.

Quell’atroce, inesorabile verità, quell’emozione così forte intensa, assoluta…. che pretendeva di essere ascoltata, vissuta.

Grandi lacrime continuavano a scorrerle sul viso. Rabbia, pura rabbia!

Riusciva a  vedere il suo corpo riflesso nello specchio di casa. I suoi morbidi capelli biondi appoggiarsi alla sua figura snella, i suoi occhi smeraldo fissarsi….. si odiava! Si odiava profondamente.

Odiava quei capelli che aveva tagliato come per mettere a tacere l’atroce grido che si faceva spazio dentro di sé! Odiava quel suo corpo, al quale aveva dato tutta la colpa, al quale aveva attribuito ogni impulso, ogni desiderio, ogni pensiero verso il vampiro biondo. Odiava i suoi occhi che l’avevano scrutato, odiato, beffeggiato, tradito in ogni dove. Odiava quegli occhi che non erano stati capaci di vedere quanta eterna bellezza ci fosse dietro quel volto, quegli occhi che non erano stati capaci mai di reggere il confronto, che si erano sempre abbassati a ogni domanda insistente che avevano sempre sfidato in ogni parola, che avevano sempre ferito indissolubilmente.

Ma soprattutto, sopra ogni cosa, odiava sé stessa. Lei che aveva sepolto, affogato ogni emozione. Che si era morsa le labbra ogni qual volta il suo cuore avrebbe voluto gridare, lei che aveva stretto la sua anima in una morsa senza ossigeno, respiro con l’agghiacciante paura …….. con lo scottante terrore di amarlo, di amarlo terribilmente.

Piccoli rivoli di sangue scorrevano sulle sue mani bianche e indolenzite. Un’ombra si avvicinò sull’asfalto bagnato.

Willow le era di fronte.

Buffy rimase a terra, cercò nervosamente, con gesti veloci, di cancellare le lacrime.

La strega era  in silenzio.

Si alzò barcollando e cercò impacciatamene di non incontrare lo sguardo dell’amica.

“Cosa ti è successo?” la voce di Willow visibilmente preoccupata.

Buffy alzò lo sguardo. La sua amica, lì, davanti a lei e non poteva nemmeno stringerla!

Non avrebbe potuto nemmeno confessarle tra le lacrime quanto fosse stata stupida, non avrebbe potuto nemmeno ascoltare i suoi saccenti rimproveri, i suoi ‘te l’avevo detto’, non avrebbe potuto vederla ridere incredula, non l’avrebbe potuta vedere arrossire ad ogni particolare piccante e diventare risoluta, sconvolta, sconcertata, delusa quando avrebbe capito di chi  si trattasse.

La pioggia era diventata più fitta procurando battendo sull’asfalto quel malinconico tintinnio, rimasero in silenzio poi…. un tuono squartò il cielo e…. Buffy si aggrappò ansimante, in lacrime, senza ritegno, imbarazzo alla ragazza dai capelli rossi che le era davanti.

Non le importava se non sapesse nemmeno chi fosse, non le importava se forse non ricordava quella volta che rivolgendole la parola, lei aveva creduto che le servisse solo un aiuto a scuola, non le importava se ora non ricordava tutte le notti che avevano passate sveglie a parlare, se non ricordava che anche lei era a conoscenza dell’imbarazzante ballo di Snoopy di Xander.

Lei era la sua migliore amica e questo comportava essere lì, adesso, sotto la pioggia a piangere.

Willow le accarezzò dolcemente i capelli, era più preoccupata di quello che dava a vedere, aprì silenziosamente il grosso ombrello rosso che aveva con sé. Buffy si strinse ulteriormente a lei e cominciò a singhiozzare.

“Su, non piangere Buffy, vedrai che andrà tutto bene. Sono sicura che Faith riuscirà ad aiutarti”

Buffy strinse i pugni. Ancora una volta,ascoltò solo il suono della sua voce.

 

La casa nascosta dall’edera era ancora illuminata. La cacciatrice era rimasta chiusa in un assurdo silenzio. Non riusciva più a trovare logica, verità, realtà in quelle agghiaccianti ore. Aveva sperato con tutta sé stessa di risvegliarsi nella sua stanza, eppure l’incubo non sembrava avere nessuna intenzione di terminare. Ogni scena, personaggio, ogni atto diventava sempre più profondo e scottante. Le strade erano ormai completamente bagnate dalla pioggia che era terminata solo da pochi minuti…. o tanti…. nemmeno il tempo forse era reale. Spinse indietro con inesorabile crudeltà le ennesime lacrime.

 

Faith le aprì la porta. Gli occhi scuri della ragazza sereni su Willow si spostarono violentemente sulla ragazza bionda.

“L’ho trovata ai giardinetti. Era sotto la pioggia e….. ” Faith che non aveva accennato alcun gesto di invito interruppe l’amica sarcastica.

“Evidentemente non riesce a stare lontana dai guai!”

Willow incurante, con un gesto veloce spalancò la porta, ora era seria.

“Faith!” la voce diventò impercettibilmente più bassa “E’disperata! Dobbiamo aiutarla.”

La nuova cacciatrice posò uno sguardo inquisitore, senza alcun cristallo di comprensione, tenerezza….. pietà….. “Chiudete la porta. Stasera si gela”.

Buffy si sistemò su una sedia che era vicino al tavolo, notando che la cucina era vuota.

“Allora biondina, siamo seri, come pensi che potrei aiutarti se ti ostini a fare la matta” la voce di Faith impregnata di sarcasmo.

“Non sono matta” Buffy era al limite, tanto che le ultime parole le uscirono più alterate di quanto volesse. Respirò a fondo cercando di trovare dentro di sé, nei meandri più nascosti, le ultime, inesorabili, forze.

“Io ero la cacciatrice. Mi chiamo Buffy Summers. Willow e Xander sono i miei due migliori amici dai tempi del liceo e Dawn….. ” Faith involontariamente trattenne il fiato.

“Dawn è mia sorella!”

La nuova cacciatrice batté con forza i pugni sul tavolo “Smettila!” la voce diventò quasi supplichevole ”Willow ti prego portala lontana dalla mia vista!”

Buffy scattò violentemente in piedi “Non sono pazza! Dovete ascoltarmi! So cose che nessuno può sapere, io c’ero…..” la voce roca e sfibrata, gli occhi di uno smeraldo infinito.

“Io mi sporco le mani di sangue da quando avevo sedici anni, vi ho sempre difeso, tutti…… io sono morta per Dawn…. per salvarla…. sono tornata” la voce era ormai completamente rotta dalle lacrime “E Spike…. lui mi aiuta, dice che mi ama ma……”

Il viso del vampiro si impresse a fuoco, forte e terribile nella sua mente, le sue mani fredde e indifferenti…. quel forte odore di vernice.

Dovette sedersi per evitare di accasciarsi sul pavimento.

Willow le era corsa vicina, le tamponò con una mano la fronte sudata, questa volta la sua voce era forte e determinata “Faith, non so chi sia questa ragazza ma non possiamo non aiutarla. Potrebbe venire da qualche dimensione parallela o magari le hanno fatto qualche incantesimo. In ogni caso non penso che si stia inventando tutto”

La nuova cacciatrice senza rendersene conto si era appoggiata al tavolo accanto e aveva la fronte impregnata di goccioline di freddo sudore “E’ tardi. Per stasera sarà meglio riposare”

Willow era già pronta per ribattere ma Faith incurante continuò “Domani cominceremo le ricerche.”

Buffy sentì che una piccola, flebile luce si stesse silenziosamente accendendo in quell’incubo.

“Vieni. Ti accompagno di sopra”

Willow rimase in cucina mentre le due ragazze salivano al piano di sopra. Faith non aveva alcuna intenzione di dire alcuna parola a quella ragazzina che pretendeva di impadronirsi della sua vita, che urlava di esserne la proprietaria.

“Lo so che questa situazione ti fa star male” Buffy era timida e timorosa ”Pensa se tutto questo ti fosse portato via.”

Faith rabbrividì, Buffy continuò “A me è successo!”

La nuova cacciatrice rimase in un assoluto silenzio, gli occhi fissi, chiusi nella sua impenetrabile barriera.

Aprì piano la porta che portava nella camera dove aveva fatto dormire la ragazza la sera prima. Questa volta riuscì solo a pronunciare “Buonanotte.”

Buffy di scatto bloccò la porta che la cacciatrice stava, senza ascoltare la sua risposta, per chiudere. Un dolore la attanagliava fino a dentro, scavava lento e profondo da ore interminabili.

“Cosa c’è tra te e Spike?” la cacciatrice bruna indietreggiò turbata.

“Ma cosa diavolo dici?”

“Lo sai!”

Faith rispose nonostante le stesse per urlare in faccia di farsi gli affari suoi “Cosa ci dovrebbe essere? Lui mi aiuta in cambio di denaro” la voce era rauca e turbata.

Buffy sentì quella mano forte e decisa lasciare per un istante la presa.

Forse stanotte avrebbe potuto respirare.

 

Continuava a rigirarsi nel letto. Era passato poco tempo…. o forse tanto. Le coperte le davano prurito e continuavano ad attorcigliarsi al suo corpo. I cuscini troppo grossi e gonfi le facevano dolere il collo.

Si girò sulla schiena fissando il soffitto. L’incubo forse stava lasciando la presa…… forse….

Si alzò silenziosamente avvicinandosi  alla finestra illuminata. Qualcuno aveva lasciato la luce accesa sul portico.

Le due figure che con difficoltà si misero a fuoco nei suoi occhi le strapparono un gemito. La ragazza bruna sorrideva sarcastica al vampiro biondo dagli occhi infiniti che fumava divertito una sigaretta. Un grido agghiacciante, che implorava, urlava, graffiava, tagliava, giù, profondo, fino alla fine le morì in gola.

Ti prego, amami.

 

4° CAPITOLO (parte seconda)

 Buffy si era appoggiata sul letto. Aveva dovuto tirarsi su le coperte, mille brividi le attraversavano il corpo spingendola verso quell’immagine.

Si era allontanata velocemente da quella finestra come per cancellare con violenza l’ultima immagine che la sua mente ferita aveva elaborato. Strinse con forza gli occhi sperando con tutta sé stessa di ritrovarsi nel suo letto, sotto le sue coperte, il più lontano possibile da lì, da Spike, da loro.

Un irresistibile, senza alcun senso, voglia di farsi del male la spinse ancora una volta vicino al piccolo vetro illuminato. Graffiò senza rendersene conto la superficie trasparente con le unghie in un gesto nervoso. 

Possibile che lui, il solo vederlo, il solo pensare a ciò che poche ore prima le aveva fatto le procurasse un tale dolore. No, non era esatto. Questo non era un dolore. Questo era un bruciore, un bruciore di una ferita viva, aperta che scavava nella sua impotenza! Nulla, niente, cosa poteva fare? Come poteva pretendere che lui ricordasse!

Le due figure si separarono, la porta al piano inferiore si chiuse silenziosamente! Infilò velocemente i jeans e aspetto solo pochi istanti prima di sentire la chiave della porta di Faith che veniva chiusa con due giri veloci.

Scese cercando di fare meno rumore possibile mentre il cuore le saliva letteralmente in gola. Da quando aveva cominciato a batterle così forte e soprattutto perché? Per quale maledetto motivo si trovava a rincorrere quel vampiro che poche ore prima la stava per dissanguare!?

Il respiro diventò più affannato mentre svoltava l’angolo nel quale l’aveva visto scomparire e le sue scarpe, pulite pochi attimi prima di mettersi al letto, si erano completamente ricoperte di fango.

Vuota! La stradina buia e  umida era deserta. Qualcuno era sicuramente passato da poco di lì perché percepiva forte e chiaro l’odore di fumo, ma nulla lo lasciava credere con certezza. La strada era lunga e buia e lui non era certamente tanto veloce da scomparire in quel modo! Respirò a fondo! Un sospiro di sollievo! Cosa gli avrebbe detto infondo! Perché diavolo l’aveva seguito!

Si portò i capelli dietro alle orecchie che avevano aderito alla pelle sudata e si voltò per tornare indietro. Lui! Il vampiro biondo a pochi centimetri da lei. Buffy indietreggiò rendendosi conto di quanto fosse stata stupida!

Ora che le era davanti riusciva a percepire lo stesso terrore che aveva procurato in lei stringendola freddo e indifferente in quella morsa d’acciaio! Il vampiro biondo accorciò le distanza, questa volta non sorrideva affatto.

Sibilò a denti stretti “Ti sei persa cappucetto ?”

Buffy si trovò ancora una volta ad allontanarsi dalla sua figura. Pensò a quale plausibile scusa trovare. Ma quando aveva cominciato a fare così caldo? 

“Che ci facevi con lei?”……………. NO!!!!!!!!

Ma che diavolo stava dicendo? Ebbe l’impulso irrefrenabile di correre in quella casa! Non le importava che non fosse la sua, ora più di tutto voleva essere in quel letto, chiusa a chiave e sepolta dalle coperte!

Il vampiro biondo rise di gusto!

“Tu devi essere davvero matta! Ma cosa diavolo vuoi da me?” il tono divenne più basso e Spike si avvicinò ulteriormente “Prima mi implori di lasciarti andare e poi mi corri dietro”

I pensieri di Buffy volarono vorticosamente a quell’ultima frase. Ci aveva messo l’anima in quelle parole, ogni barriera era stata distrutta e ora lui freddo, gelido e indifferente ne stava calpestando con forza gli ultimi residui.

“Faith mi ha detto della storia che vai raccontando! Ci sono anche io in questa bella fiaba?” Lo spazio tra i due fu ancora diminuito ma questa volta Buffy non poté indietreggiare, il freddo muro alle sue spalle le impediva ogni movimento. Spike appoggiò un mano su di esso per impedirle anche solo di voltarsi. Il suo odore le salì fino al cervello e ebbe l’impulso irrefrenabile di respirarlo a fondo.

Spike portò le sue labbra a pochi centimetri da lei “Allora? Ci sono anche io?” 

Buffy socchiuse gli occhi e annuì. Avrebbe voluto urlare, fuggire il più lontano possibile da lui, ma era completamente paralizzata, qualsiasi movimento la portava verso quel viso, verso quelle lebbra, verso lui. Lui assoluto, ora , in tutto.

Spike le sussurrò piano “E che ruolo ho?”

Buffy sgranò gli occhi, i suoi stessi pensieri la fecero inorridire! Chi, cosa la faceva parlare? Chi le faceva ideare quella menzogna con la quale sarebbe stato più facile convivere? Lo fissò dritto negli occhi, fino infondo, in quell’oceano di amarezza dove avrebbe voluto affogare senza limiti e riserve.

Respirò a fondo e senza rendersene conto, mentre piccole e dolorose gocce salate le rigavano il volto si trovò a sussurrare con voce roca e sfibrata “Noi ci amiamo e….”

Il vampiro rise sarcastico “Ne avevo il sospetto passerotto!”

Buffy socchiuse gli occhi. L’anima, il cuore, l’emozione quella vera profonda reale era stata spudoratamente rivelata al vampiro ora senza sentimenti emozioni, ricordi. Era rimasta nascosta, intrappolata mentre lui bramava solo di ascoltarla e ora che di lui era rimasto solo il gelo della morte,  lei l’aveva liberata come se lo fosse stata da sempre.

Improvvisamente sentì il respiro mancarle. Ci vollero pochi secondi per rendersi conto che la mano del vampiro le stringeva il collo. Sembrava non usare nessun tipo di forza eppure quella presa le sembrava forte e dura come l’acciaio.

Boccheggiò ansimante mentre le lacrime le inondavano il viso. Lui che ora era chiaro, totale………. ora……….. non esisteva!

Quando i suoi occhi stavano definitivamente per chiudersi, ormai rassegnati al mostro senza scrupoli che sorrideva standole di fronte, che forse tutto e niente aveva del vampiro biondo, l’ossigeno tornò a fluire nei suoi polmoni.

Aprì istintivamente la bocca per riprendere aria ma….. lui!

Spike audace e violento le aveva tappato le labbra con le sue. La cacciatrice rimase pietrificate nonostante quel contatto le fece bruciare la pelle. Il vampiro la attirò violentemente a sé e insinuò con forza la lingua nella sua bocca.

Buffy senza rendersene conto si aggrappò al suo collo e cominciò a rispondere con voracità al suo bacio. Gli era mancato senza ordini, confini, barriere. Gli era mancato totalmente, profondamente, dolorosamente.

Affondò le mani nei suoi capelli e avvicinò il suo corpo a quello saldo e forte del vampiro mentre lui con la lingua le torturava le labbra. Lo assaporò in profondità sperando che non dovesse mai finire.

Spike cominciò a cercarle la pelle al di sotto della camicetta e quando finalmente sentì le sue mani su di lei, la sua pelle ora, come non mai per lei pura, impura, fredda e scottante, totale sulla sua, credette davvero di impazzire.

Quando il bacio era arrivato al limite, sfociando nella vera a propria estasi, Spike di scattò si staccò da lei!

I suoi occhi la scrutarono, fino a dentro. La guardarono, sorpresi, spaesati e sconvolti. Mente si allontanava veloce nella notte lasciandola ancora in quello stato Buffy si rese conto che più che sconvolto di lei, lo fosse profondamente di sé stesso!

 

 

5° CAPITOLO

La luce che all’inizio sembrava impedirle il tanto bramato sonno, ora sembrava del tutto scomparsa, portando i suoi occhi a sforzarsi nel buio. Le sue pupille, completamente dilatate, continuavano a fissare l’oscurità che densa e impenetrabile creava da sola incubi senza fine.

Aveva corso ansimante tornando verso la casa nascosta dall’edera, temendo terribilmente che qualcuno avesse potuto vedere, che qualcuno si fosse destato dal sonno, che qualcuno l’avesse cercata nel suo letto, l’avesse seguita in quella strada buia e …. l’avesse vista cedere, l’avesse vista amarlo in tutta sé stessa, in ogni gesto, movimento, respiro.

Quella menzogna, sussurrata a voce bassa, gridata fino a dentro, senza rendersene conto le aveva regalato un inaspettato sollievo. Se solo si fossero amati, se lei avesse lasciato libera quell’emozione così immensa e totale, quel sentimento mai assaporato, così forte e profondo.

Lui, inumano, terribilmente mostruoso e senz’anima le aveva gridato di amarla senza ombre, barriere e confini, ma lei aveva corso via, lontano…. l’aveva assaporato pienamente di notte, per poi scomparire sconvolta di giorno.

Lei, che non poteva amarlo, che non poteva nemmeno pensare di provare la minima emozione per il vampiro ossigenato, per il mostro incatenato da un chip tanto odiato, aveva corso a perdifiato, spedita, veloce ansimante, fin quando il respiro era stato rotto, fin quando le gambe le avevano ceduto, fin quando nonostante tutto, voltandosi senza ossigeno l’aveva visto a pochi centimetri da lei.

Solo allora, dentro di sé, totale e travolgente si era fatta avanti, immensa e senza confini una certezza sconvolgente. Si era avvicinata, ma lui da sempre così vicino e presente era scomparso.

Il vampiro biondo dagli occhi profondi che l’aveva amata oltre ogni limite si era trasformato. Di lui, ora, in quell’incubo senza fine era rimasto solo un mostro che viveva di sangue ma….. poche ore prima… o forse tante… aveva ceduto! Proprio come era successo su quella panchina, una piccola goccia, se pur quasi inesistente, d’anima era sembrata tornare in lui lasciandolo sconquassato, sconvolto, davanti ad un uomo che non conosceva o che forse semplicemente non ricordava.

Entrambe le volte lei gli aveva mostrato il suo cuore e entrambe le volte lui, ad un passo da ucciderla, l’aveva lasciata andare.

Le sue false parole continuavano a correrle nella mente. Un bugia che ora più che mai avrebbe voluto fosse realtà….. “Ci amiamo”

Era corsa via, forse non l’avrebbe nemmeno più rivisto, troppo sconvolto e spaesato, forse non sarebbe mai tornato lo stesso… forse!

Avvolse meglio la coperta intorno al suo corpo, improvvisamente faceva più freddo del solito, sperò ancora una volta di riuscire a dormire almeno qualche ora, domani sarebbe stata dura e….

“Ci amiamo?” LUI!

Si raddrizzò velocemente nel letto, coprendosi con la coperta e la sua mente rotolò vorticosamente in quel terrore, in quella emozione, la finestra ondeggiava per il vento.

Spike le era di fronte, avvolto nella sua giacca di pelle, la fissava inespressivo.

La luce era quasi del tutto assente, ma il suono della sua voce accompagnato da quella indelebile sagoma erano una certezza. Si chiese ansimante se fosse tornato per finire quello che ben due volte aveva cominciato.

La persiana mossa dal vento si spalancò del tutto permettendo ai raggi della luna di penetrare nella piccola stanza buia. Il viso del vampiro e i suoi vistosi capelli ossigenati furono man mano illuminati, fino a renderlo quasi completamente visibile.

Buffy indietreggiò nel letto, fino ad appoggiare le spalle allo schienale imbottito. Le coperte sembravano essere diventate improvvisamente gelide, boccheggiò senza riuscire ad emettere nemmeno un esile suono.

Il vampiro quasi assente accorciò ulteriormente le distanze, ora la sua fredda giacca aderiva al bordo del letto. Continuò incurante della sua reazione, come se pronunciasse quella frase per la prima volta, il tono stavolta più caldo “Ci amiamo?”

Buffy impulsivamente, quasi trasportata da una forza sconosciuta, si avvicinò a lui allontanando le coperte. Ancora una volta la sua voce, ancora una volta più calda “Ci amiamo?”

Ora, a pochi centimetri da lui, quel desiderio, vero reale, la sua pelle bruciava, bramava solo di lui. Spike appoggiò una gamba sul letto portando le sue labbra quasi sulle sue, la voce ora rauca e sfibrata “Ci amiamo?”

Buffy gli sussurrò ansimante sulle labbra “Terribilmente”

Il vampiro di scatto la attirò a sé, insinuando violentemente la sua lingua nella bocca della cacciatrice. Buffy d’impulso si aggrappò a lui come se aspettasse, lui, quella pelle, quelle labbra, da sempre.

Il vampiro cercò la sua pelle sotto la maglietta leggera e con un gesto quasi impercettibile le strappò via il reggiseno. Buffy gemette di piacere e nello stesso istante sperò che nessuno udisse quei rumori ripromettendosi, per quanto lucida fosse, di non emettere un solo suono. Il vampiro si staccò dalla sua bocca e alzandole la maglietta, ora sgualcita, cominciò a sfiorarle, fissandola negli occhi, con la lingua le estremità dei seni, mentre cercava violentemente, con le mani la sua femminilità. 

La cacciatrice inclinò il suo corpo verso quello del vampiro e sentì il suo respiro diventare improvvisamente ansimante. Si aggrappò a lui, sollevandogli la camicia  e tracciò con le dita tremanti linee infinite sulla sua fredda e salda schiena.

Il vampiro si distese su di lei e la fissò dritto, profondamente negli occhi smeraldo. Le sue iridi ghiacciate sembravano diventate di un blu assoluto e Buffy per un attimo sembrò dimenticare ogni realtà, dimensione, verità.

Il vampiro era tornato sul suo viso e la sua lingua cominciò a sfiorarle delicatamente il collo. La cacciatrice ancora una volta gemette di piacere e come per soffocare quel suono lo attirò completamente a sé.

Spike comincio a muoversi tra le sue gambe, i suoi jeans cominciavano a dolergli in modo insopportabile. Si strofinò piano su di lei, cercando di mettere a tacere quel desiderio quasi disumano.

Questa volta fu Buffy a alzare lo sguardo per guardarlo profondo, negli occhi. Lui, così assoluto, così tremendamente reale e quella certezza che ora più di ogni altra cosa urlava, gridava.

Il suo viso contratto dal desiderio, lui….. così totale!

Spike improvvisamente si scostò da lei. I jeans continuavano a stringere in modo insopportabile, i pugni erano stretti al punto da sentire un dolore lancinante alle mani. Ancora una volta quello sguardo, ancora una volta quella sorpresa, ancora una volta quegli occhi sconvolti. Fissò la stanza come per capire se tutto ciò fosse reale, tremendamente, terribilmente……non era lui.

Indietreggiò per la prima volta come spaventato da quella ragazzina bionda, da quel passerotto che flebile e innocente lo rendeva quasi….. umano!

In un istante la stanza era vuota! Buffy si portò tremante le coperte sul corpo. Ancora una volta quel grido, quella preghiera, ancora una volta, totalmente, lui!

 

5° CAPITOLO (parte seconda)

Aveva ricominciato a piovere.

Piccole gocce tintinnavano leggere contro i vetri trasparenti mentre il vento, penetrando dalla finestra ora semiaperta, faceva ondeggiare lievemente la tenda turchese.

Forse aveva dormito per qualche ora….. forse….. il fatto era che dopo aver chiuso gli occhi per poi riaprirli dopo qualche secondo si era sentita meglio…… forse era solo la sua immaginazione, forse era solo quell’incubo terrificante che pian piano cominciava a perdere colpi….. forse.

Gli occhi blu oceano del vampiro dalla bellezza infinita bruciavano ancora nel cuore, le sue mani fredde ed esperte toccavano ancora il suo corpo tremante e la sua pelle così tremendamente in estasi era ancora maledettamente arrossata.

Avrebbe voluto ancora una volta corrergli dietro, avrebbe voluto squartare quell’assoluto silenzio che solo la notte possedeva gelosa, per urlare senza sosta il suo nome, per toccare il suo corpo nudo, per bruciare sotto le sue mani, per sentirlo forte e reale dentro di sé.

Quella stanza stava diventando insopportabile. Un’altra notte senza alcun senso era passata al suo interno, ancora una volta terribilmente lui.

Chissà se era sorto il sole? Quella maledetta pioggia non lasciava penetrare alcun raggio e quella tenda era dannatamente scura. Aveva sentito la porta principale chiudersi qualche tempo prima…. ore, minuti…. forse Dawn era andata a scuola…. forse.

Si raggomitolò esausta sotto le coperte e inspirò con forza la loro superficie. Il suo odore era ancora così tremendamente presente. Le avvolse vicino al viso. Non era più lei, la cacciatrice non esisteva più, la coperta ancora stretta tra le mani, il suo viso costantemente in lei.

 

Il rumore della porta all’ingresso, seguito dai passi sulle scale che portavano al piano superiore, la fecero sobbalzare. La stanza era completamente illuminata dal sole, si doveva essere addormentata e certamente erano passate parecchie ore da quando lo aveva fatto. I suoi pensieri vennero interrotti da un leggero bussare alla porta.

Chi era al di fuori non aspettò risposta e ben presto Faith si trovò faccia a faccia con la cacciatrice, ancora nascosta dalle coperte. I suoi occhi si posarono severi su Buffy, il tono evidentemente contrariato.      

“Willow stamattina ha pensato di lasciarti dormire. Ti aveva scritto un biglietto per chiederti di raggiungerci al Magic Box, ma è evidente che tu non l’abbia letto”

Buffy imbarazzata sgusciò veloce dal letto avvicinandosi alla sedia su cui erano poggiati i suoi vestiti. Faith la seguì con lo sguardo.

“Poi non ti abbiamo visto arrivare e….. ” il tono divenne tremendamente sarcastico “Ho pensato che ti fossi cacciata di nuovo nei guai!”

Buffy portò la camicetta sgualcita al petto e cominciò a sbottonarla nervosamente .Si voltò per sfilarsi il pigiama. Sperò profondamente che il suo corpo non tradisse i segni scottanti di quella notte.

 

Solo quando furono in strada la cacciatrice si rese conto di quanto fosse tardi. Aveva dovuto dormire per tutto il giorno perché ora il sole stava già lentamente abbandonando la città. Faith camminava sicura al suo fianco. Non ebbe il coraggio di dirle alcuna parola.

 

Il campanello del Magic Box suonando informò del loro arrivo .Willow rivolse a Buffy un solare sorriso e le indicò una sedia posta vicino a Xander.

“In verità non abbiamo trovato niente di concreto. Tutti i libri parlano di dimensioni parallele, niente di specifico” dondolò leggermente sulla sedia su cui era seduta e il tono divenne impercettibilmente più basso “Penso che per aiutarti dovresti dirci qualcosa di più” Buffy fece roteare velocemente il suo sguardo all’interno del locale.

La stanza era diventata più buia, gli occhi di Willow, Faith, Xander, Tara e Anya erano su di lei. Per la prima volta li sentì profondamente come estranei. Erano loro, ma il fatto che lei, per loro, non esistesse aveva cambiato tutto…. o forse nulla.

Deglutì nervosa “Mi sono risvegliata nella mia stanza ma la mia casa era vuota e in vendita” Respirò a fondo “Non so cosa sia accaduto, nessuno si ricorda di me” Buffy abbassò tremante lo sguardo.

“Potrebbe anche essere vero, insomma potremmo davvero essere vittima di un incantesimo e non ricordarci di questa ragazza!” la voce di Xander incerta ma come al solito profondamente rassicurante.

Buffy continuò a passarsi nervosamente le mani sui jeans, il continuo attrito le stava arrossando, l’incubo stranamente sembrava recuperare terreno. La voce di Faith fracassò il silenzio.

“Ma smettila Xander. Ti pare che lei sia una nostra amica e nessuno si ricordi di lei, che non ci sia una foto, una lettera”

La cacciatrice la interruppe incerta “Veramente noi non abitavamo in quella casa quindi penso sia impossibile che ci sia traccia di me” la voce di Willow la interruppe pensierosa “In effetti esistono incantesimi di questo genere davvero potenti che se fatti da qualcuno di molto forte possono far cancellare completamente una persona e….. ” Faith era isterica.

“Ma cosa diavolo dite? Adesso la prima che arriva e dice di conoscerci le crediamo perché potremmo essere vittima di un incantesimo?”

Quella mano forte, indelebile, inesorabile che l’attanagliava, aveva stretto più forte, l’odore di vernice le riaffiorò nell’anima procurandole la nausea e lui………

Buffy scattò di colpo in piedi, la sua voce evidentemente provata “Io non sono una che dice di conoscervi. Io sono vostra amica, sono l’unica e sola sorella di Dawn e….. ” i suoi occhi cercarono quelli di Faith “Sono la cacciatrice”

 La ragazza bruna si portò una mano tremante ai capelli e si sforzò di ridere, ma la risata le uscì tremendamente isterica e falsata.

“Certo cacciatrice. Per questo Spike l’altra sera ti stava dissanguando”

Willow la interruppe preoccupata “Quel vampiro riesce a dominare quel chip in un modo pazzesco”

Faith continuò “Si, ed evidentemente quella sera si era fatto aiutare da qualcun altro per aggredirla e se non fossi arrivata l’avrebbe certamente uccisa” la voce divenne più bassa “Sapete benissimo che sono anni che riesce ad uccidere ugualmente”

Buffy boccheggiò spaesata: lui aveva il chip! Spike per tutto quel tempo si doveva essere accorto che lei fosse vulnerabile, doveva essersi sicuramente reso conto che a differenza di quanto dicesse Faith potesse colpire la ragazza bionda senza alcun lancinante dolore, aveva sicuramente capito che avrebbe potuto divorarla senza che quell’aggeggio si mettesse in funzione.

Lei era l’unica dopo anni che avrebbe potuto uccidere senza problemi, senza l’aiuto di nessuno e nonostante questo, nonostante lei non potesse opporre resistenza, nonostante lui non la conoscesse affatto…. non lo aveva fatto.

Le parole di Faith risuonavano ancora nella sua testa, tutto era uguale, perfino il chip di Spike eppure lui, qui, riusciva a dominarlo!

Ripensò velocemente a quella sera nel cimitero -Un patto è un patto!-